Morimondo - PRO LOCO MORIMONDO, MILANO

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La storia


MORIMONDO
E L'ABBAZIA


Il patrimonio dei monaci raggiunse le 32 mila pertiche di coltivo e le 9 mila di bosco.
Gran parte dei territori circostanti l'abbazia era di proprietà della chiesa.
Grande era il numero di grange e mulini, di case, di cascinali, di cascine e di edifici di servizio.
Verso la metà del '400, con la trasformazione in commenda a opera di Giovanni Visconti, iniziò la decadenza dell'abbazia.
Nel 1490 da Giovanni de' Medici, abate commendatario,  inviò al monastero dei monaci fiorentini della Badia di Settimo nel tentativo riuscito di  recuperarlo e riportarlo all'originaria spiritualità nell'ambito di un progetto di riforma.
Nel 1561 Carlo Borromeo 'alienò gran parte dei possedimenti, trasferendoli all'Ospedale Maggiore di Milano. Nel 1798, con l'avvento di Napoleone I il monastero fu soppresso e tutto il patrimonio, culturale e non, andò disperso.
L'Abbazia rimase abbandonata fino a quando, nel 1909, l'ente per la conservazione dei monumenti erogò il primo contributo con l'avvio dei primi restauri.
Nel 1952 il cardinale di Milano, Ildefonso Schuster, chiamò a rifondare l’Abbazia i padri Oblati di Maria Vergine.
Nel 1982 il Comune di di Morimondo acquistò l'abbazia dagli eredi del pittore Angelo Comolli, che l'aveva comprata nel 1917.


La storia di Morimondo ruota intorno alla vicende della sua abbazia e dei monaci dell'ordine dei Cistercensi che la fondarono.
Nel 1134, dodici monaci, sotto la guida dell'abate Gualcherio, provenienti dal monastero di Morimond in Borgogna, arrivarono a Coronate, nella valle del Ticino, per stabilirvi una comunità monastica.
Due anni dopo si spostarono in una località vicina, chiamata Faruciola, dove si insediarono definitivamente erigendovi il monastero.
Lentamente bonificarono l'area adiacente al Ticino, vi realizzarono canali di irrigazione e la trasformarono in fertile zona agricola con coltivazione a marcita.
Federico Barbarossa, legato al monastero per merito dello zio che era stato abate di Morimond,  concesse a Morimondo protezione ed  importanti benefici, che furono per l'abbazia stimolo ed occasione di ulteriore sviluppo.
Nel 1182 i monaci diedero inizio alla costruzione della chiesa abbaziale, che è ritenuta il primo esempio di stile gotico in Italia ed è tra le più antiche abbazie cistercensi. I  lavori, però, a causa prima di rimostranze da parte del prevosto di Casorate, poi di assalti e scorrerie devastanti da parte di gruppi armati legati al comune di Pavia, si protrassero per lungo tempo tanto che la chiesa venne  inaugurata solo nel 1297.
In seguito a varie donazioni di terre, l'abbazia ebbe la sua fase di massimo splendore tra il XII e il XIV secolo.

 
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